Un intervista realizzata per le autrici nonchè disegnatrici di questa storia. Il materiale è stato reperito a cura di Suigintou
(Nota: per quanto le Peach-Pit siano indubbiamente due ragazze, sono talmente in confidenza tra loro che rispondono persino in coro alle domande e completano a vicenda le proprie frasi, quindi tutta l’intervista è da considerarsi ad una sola voce.)
Da dove esce fuori il nome “Peach-Pit”?
Eravamo grandi fan di Beverly Hills 90210. Il principale luogo di incontro era il bar Peach Pit.
Come vi siete conosciute?
Siamo cresciute insieme. Frequentavamo entrambe la stessa scuola elementare e siamo amiche da allora.
Cosa vi ha fatto decidere di cominciare a realizzare manga insieme come Peach Pit?
Realizzavamo entrambe doujinshi, ma non come Peach Pit. Siamo state scoperte da Dengeki Gao, uno shonen manga magazine. Da lì abbiamo iniziato la nostra carriera con quel nome.
Avete realizzato numerose serie, come DearS, Zombie-Loan e Rozen Maiden...tutte con uno stile differente, così come l’atmosfera. Vi piace sperimentare differenti generi?
Siamo felici che vi siate accorti che facciamo ricorso a diverse situazioni. Creiamo di proposito questa varietà, tiene alto l’interesse.
Avete mai trovato difficile lavorare insieme? Litigate, avete divergenze?
Litighiamo tutto il tempo. Nonostante ciò siamo felici di stare insieme e, più spesso di quanto si possa pensare, ci aiutiamo reciprocamente nelle situazioni di difficoltà.
Quali sono i vostri compiti, se ve li dividete?
Entrambe creiamo la storia, ma a seconda dei casi e dei titoli, ci alterniamo nella lavorazione.
Ho notato che in tutti i vostri lavori, ponete molta enfasi ed attenzione sui vestiti. Dove trovate l’ispirazione per tutti quegli abiti?
Generalmente, carpiamo diversi elementi che troviamo in riviste, televisione o in film, dipende dal tema: per DearS, alieni, per Rozen maiden, bambole, ecc. Raccogliamo le idee che ci piacciono e poi le usiamo.
Avete qualche stile o fashion designers preferito?
Anna Sui è una di questi, ma non ce n’è veramente qualcuno in particolare.
Avete mai impersonato tramite cosplay una dei vostri personaggi?
Mai.
Perche no?
E’ più divertente disegnarli.
Molte disegnatrici di fumetti disegnano molti bellissimi personaggi maschili. Voi molte bellissime donne. E’ più facile disegnare personaggi femminili, o semplicemente è una vostra preferenza?
Principalmente il nostro pubblico è costituito da ragazzi. Se disegnassimo uomini attraenti non potremmo relazionarci con la nostra utenza.
Avete mai pensato di realizzare manga shoujo?
Se ci fosse in progetto un manga shoujo, ne saremmo felici. Ma questo ci rimanda alla domanda precedente: con DearS il pubblico è principalmente di ragazzi, Zombie-Loan si adatta già più ad entrambi i tipi di pubblico. In definitiva non abbiamo per ora intenzione di realizzare materiale shoujo, ma se ne avessimo la possibilità, ci piacerebbe farlo.
Chi decide quale progetto portare avanti?
Entambe.
Su cosa state lavorando in questo momento? Quali sono i vostri progetti per il futuro?
Stimo lavorando su tre fronti: Rozen Maiden, Zombie-Loan, e DearS. Questi titoli ci tengono molto impegnate, quindi non abbiamo idee specifiche per il futuro.
Tra le diverse personalità in DearS, con quale vi sentite di relazionarvi meglio?
Nessuna in particolare. In ogni personaggio che realizziamo, ci sono elementi in loro in cui cerchiamo di trasferire parte di noi stesse. Nonostante ciò, ci sono alcuni personaggi con cui ci troviamo in difficoltà al momento del disegno.
Vi siete mai sentite come maestre?
Da un certo punto di vista, sì.
Qual’è stato il vostro lavoro preferito fino ad ora?
Adoriamo tutti i nostri lavori allo stesso modo.
Avete mai visto gli anime tratti dai vostri manga? Vi piacciono?
Sì, certo. Siamo contente di vederli, già solo per il fatto che siano diventati anime.
Finora, qual’è stata la maggiore sfida nella vostra carriera?
Disegnare è difficile, ma la cosa più importante è lo sviluppo della storia, e quando ci si inceppa, quella è la cosa più difficile.
Se poteste tornare indietro, cosa cambiereste?
Sai, la vita è così. Ci sono cose che avremmo voluto fare se avessimo potuto tornare indietro, ma siccome sappiamo che non possiamo farlo, è inutile pensarci su.
