Molti si chiedono chi sia mai Rozen, nonostante nell'anime appare come figura sfocata e abbagliante di un uomo con biondi e mossi capelli che gli contorniano il viso. Ma chi sia costui in realtà e ancora un mistero.
Tuttavia, nel sesto volume di Rozen Maiden viene citato un nome. Il "Conte di Saint Germain".
Svolgendo alcune ricerche, siamo arrivati a scoprire diverse cose. Iniziando dalle sue particolarità (che rispecchiano molto Rozen)
- Si dice sia un alchemico
- Si narra che abbia più di 4.000 anni e che non cambi mai d'aspetto, apparendo tral'altro in diverse epoche
Tratto da http://www.esoteria.org/
[...]
Aveva fronte spaziosa, occhi penetranti, statura media e forme aggraziate - ricordando le cronache del tempo - ma poiché sul Conte di Saint-Germain correvano le più strane dicene, ad esempio quella che avesse più di 4.000 anni o che fosse perfino "immortale", la sua descrizione è sempre imprecisa sulle sembianze ed esageratamente lusinghiera sulle capacità. Una in particolare, ce l'ha lasciata Giacomo Casanova e risale a un incontro con il Conte di Saint-Gerinain nel salotto della marchesa d'Urfè a Parigi, nel 1758. L'avventuriero veneziano, all'epoca già Massone e direttore delle Lotterie Reali francesi, si dichiara affascinato dai modi, dallo sfarzo e dalle conoscenze del conte in campo occultistico.
Secondo Casanova e secondo altri storici più scrupolosi, tra cui sir Horace Walpole e lo scrittore francese Henri Chacornac, il Conte di Saint-Germain parlava francese, inglese, spagnolo, portoghese, italiano, tedesco, ebraico, arabo e latino. Qualche altra fonte meno seria aggiunge anche il sanscrito a queste lingue, vagheggiando di contatti di Saint-Germain con i santuari mistici indù. E’ poi storicamente provato che il Conte fosse un compositore di musica (le sue sonate, stampate a Londra dall'editore Waish tra il 1748 e il 1760, erano apprezzate da Mozart e da Gluck), un eccellente violinista (le descrizioni dei suoi concerti sono molto simili, quanto a lodi, a quelle di Paganini), un bravo pittore (se mai, privo di originalità artistica) e un chimico che aveva elaborato centinaia di procedimenti industriali, per la tintura delle sete, per il cuoio, per la preparazione di oli ed essenze, oltre che per la cosmetica, arte in cui era considerato autore di ricette miracolose.
Il mistero del Conte è stato gonfiato da vari libellisti anche dopo la sua morte. Già una settimana dopo, si racconta, quando al principe Carlo di Assia Cassel, tornato da una lunga assenza al castello, fece aprire la tomba per rendere l'ultimo saluto al suo ospite, il cadavere di Saint-Germain non si trovò. Non solo, ma nel 1789, la Contessa d'Adhemar avrebbe visto il Conte in una chiesa di Parigi, mentre infuriava la rivoluzione, dopo che lui stesso le aveva mandato un biglietto in cui era scritto, fra l'altro, "tutti i miei sforzi per salvare la monarchia francese sono stati vani". Questa tesi è legata all'altra, più nota, anche se fantasiosa, che voleva Cagliostro allievo di Saint-Germain dal punto di vista iniziatico, ma di idee diametralmente opposte in politica.
Anche a Roma, ogni Natale, a mezzogiorno, c'è chi giura che il Conte di Saint Germain appaia sul Pincio, tranquillamente seduto su una panchina ad attendere i suoi seguaci.
[...]
